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Oggi sul giornale locale Gazzetta di Parma è pubblicata una lettera gravemente lesiva della nostra categoria, oltre a riservarci di verificare con i nostri avvocati se sussistono i presupposti per avviare un'azione risarcitoria contro l'autrice, abbiamo inviato la seguente replica alla testata giornalistica

 Gentile direttore, il 9 gennaio 2018 è stata pubblicata la missiva di una lettrice che, travalicando il legittimo diritto di critica, ha vilipeso un'intera categoria di persone, i docenti della Scuola Statale, i quali nell'esercizio delle loro funzioni rivestono la qualifica di Pubblico Ufficiale. Giova anche ribadire che la giurisprudenza ha più volte ribadito che i docenti nell'esplicazione del loro ufficio hanno poteri "autoritativi e certificativi" . La questione dei compiti a casa durante le vacanze da qualche tempo è anche oggetto di dibattito anche all'interno della categoria, ma un conto sono le disquisizioni didattico pedagogiche, un'altra la mancanza di rispetto per l'Autorità dello Stato: quegli insegnanti contestati dalla latrice dello scritto non hanno fatto altro che ordinare agli studenti di studiare, un concetto che fino a qualche lustro fa, quando il galateo aveva una più "tradizionale" applicazione, nessuno osava mettere in discussione. Del resto studiare non ha mai fatto male a nessuno, anzi! L'art.33 della Costituzione assegna al docente la libertà didattica prerogativa che non compete ad altri. Inoltre sarebbe auspicabile che ognuno svolgesse la propria professione senza intromettersi in quella degli altri, non si sono mai visti docenti intervenire nell'attività professionale altrui pretendendo di dire come fare o cosa fare. Detto questo la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, oltre alla presente missiva, a tutela della categoria si riserva di sottoporre lo scritto in questione ai propri legali di fiducia, riservandosi eventuali ulteriori azioni nelle competenti sedi giudiziarie.

Distinti Saluti
Salvatore Pizzo
Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza