Home

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel sito accetti il loro utilizzo.

Guarda la Cookie Policy

Non hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

Hai abilitato i cookies sul tuo computer. Potrai modificare questa scelta.

invalsi

Poco più di un mese fa la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza ha notificato all’Invalsi una formale richiesta di trattativa decentrata relativa alle attività, che tale ente, per il tramite dei Dirigenti Scolastici richiede ai docenti, in primis quelli della scuola primaria

 

Fino ad oggi la risposta dei responsabili dell’Invalsi è stata il silenzio,  evidentemente chi pretende di occuparsi di “livelli scolastici di apprendimento” non ha la percezione del riconoscimento economico del lavoro delle persone.

Sarebbe interessante capire come i gestori dell’Invalsi si approcciano al diritto, che nonostante tutto rimane una materia scolastica.

Quando non si trovano degli escamotage per remunerare i docenti vessati dal sadismo delle tabulazioni, nelle scuole si pratica una nuova forma di caporalato:

maestri e maestre costretti a fornire prestazioni impiegatizie gratuite, all’interno una struttura statale,  a favore di un ente con il quale non hanno stipulato alcun rapporto di lavoro. 

L’unica reazione, provocatoria, che arriva dall’Invalsi è quella di convocare i dirigenti delle scuole di Parma e Piacenza ad un incontro che si terrà il 23 novembre all’ITIS “Da Vinci” di Parma.

Auspichiamo che qualche Ds  illuminato in quella sede abbia il buon gusto di precisare che bisogna pagare le persone.

Per quanto ci riguarda, di fronte a richieste di prestazioni senza remunerazione opteremo per lo scontro giudiziario nei confronti dell’Amministrazione e/o dei singoli.