La politica continua a maltrattare i docenti precari

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scuola pericoloIl fenomeno dei docenti precari è una bomba a orologeria che a settembre esploderà, rendendo ancora più complesso l’avvio del prossimo anno scolastico messo già a dura prova dall’emergenza Coronavirus.

La politica, anzichè litigare, doveva intervenire con urgenza per assumere i nostri colleghi precari che costituiscono il 25% del corpo docente attualmente in servizio. Senza di loro la scuola non funzionerebbe, nè in presenza nè a distanza. Considerata la situazione straordinaria in cui ci troviamo, i tempi lunghi e i meccanismi farraginosi che solitamente caratterizzano le procedure concorsuali, sarebbe stata una dimostrazione di buon senso accogliere la proposta della Gilda degli Insegnanti: stabilizzazione di coloro che già insegnano da anni con una graduatoria per titoli (salvaguardando così il merito). Purtroppo la politica, nonostante le organizzazioni sindacali della scuola rappresentino un milione e mezzo di addetti, preferisce non dialogare. Nonostante la disponibilità e l´impegno messo in campo non c´è stata alcuna apertura rispetto alle richieste avanzate, noi della Gilda degli Insegnanti siamo profondamente delusi e amareggiati. Noi vorremmo evitare l´aumento a dismisura del precariato e garantire maggiore stabilità al prossimo anno scolastico, ma salvo ripensamenti dell’ultim’ora a Roma si sono incaponiti nell´intraprendere una strada che si rivelerà un vicolo cieco, così facendo il prossimo anno scolastico sarà caratterizzato da un percorso denso di ostacoli che si sarebbero potuti evitare.

Salvatore Pizzo