Genitori molesti…

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cattiva scuolaOgni tanto qualche genitore “scontento” degli insegnanti imputa a loro colpe e negligenze varie, ritenendoli responsabili della poca voglia di studiare del proprio ragazzo o ragazza, certe madri e certi padri non vogliono proprio capire che bisogna inculcare ai figli il concetto che studiare costa anche impegno e sacrificio, sfugge ai più che professori e professoresse sono professionisti preposti a fare lezione e non altre attività.

 Gli insegnanti non sono né psicologi, né assistenti sociali, né medici, anzi non è da escludere che talvolta certuni tentino di spacciare la poca voglia di studiare dei figli per disagio pisicologico. Alcuni pretenderebbero anche di spiegarci persino come ci dobbiamo accomodare fisicamente in aula mettendo in discussione addirittura il fatto che siamo “ancora” seduti dietro una cattedra, (provassero a fare ragionamenti simili ad un magistrato in tribunale oppure al cospetto di qualsiasi altra Autorità dello Stato…), taluni pretenderebbero di imporre come e quando fare le verifiche, altri invece ignorano che per legge lo scrutinio finale nelle scuole secondarie va fatto su una base numerica e che i titoli di studio sono rilasciati in conformità alle leggi. Per adesso nella nostra regione risultano scoperti oltre 2100 posti di ruolo, oltre che per il caro vita anche per tutto il contorno negativo la professione sta divenendo poco appetibile. Tutti coloro che si ritengono così capaci si accomodino pure, per diventare docente di ruolo servono: una laurea (con il piano di studi congruente, gli esami richiesti sono specifici per ogni materia con elencazione puntuale statuita dalle norme, quindi non tutti i laureati possono); 60 crediti formativi post laurea (fino a novembre 2022 erano 24 ed esiste una disciplina transitoria fino a gennaio 2025); superare un concorso pubblico che quando viene bandito solitamente è su base regionale, poi superare un anno di prova ripetibile solo una volta (nel frattempo ci si arrangia accumulando del punteggio facendo il supplente, con la certezza di vivere vicini alla soglia della povertà…..). Per chi aspira ad essere docente di sostegno va specificato che esiste gli specifici percorsi post laurea sono a numero chiuso, quindi oltre a quanto sopra bisogna superare anche delle preselezioni universitarie, i docenti della primaria e dell’infanzia devono invece possedere una laurea in scienze della formazione primaria, in questo caso non esistono i 60 CFU. Ora chiedo: molti di quelli mettono bocca che esami hanno superato? Gli “esperti” di statistica dell’Invalsi potrebbero approntare una prova per mappare le competenze di questi tuttologi.
Salvatore Pizzo
Coordinatore Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza