Vari politici e amministratori locali continuano tuttora a sostenere di aver fatto in modo di aver “salvato” l’ex plesso scuola secondaria di 1° grado (ex medie) che un tempo era attivo a Ottone:
fanno finta di non sapere che quel sito scolastico per il Ministero dell’Istruzione non esiste più, i nostri colleghi dell’Istituto Omnicomprensivo di Bobbio che ci vanno lo fanno a mero titolo di “cortesia”, senza che nessuno li possa obbligare si sono resi disponibili facendo uno strappo alle regole per lenire il disagio dei pochissimi bambini che abitano in quel comune, questi politici locali che spacciano un’attività di volontariato per scuola “ufficiale” nemmeno ringraziano chi gli sta dando una mano rischiando anche legalmente, visto che formalmente nessun docente è in possesso di un atto che lo assegni alla “scuola” di Ottone.
Altri docenti della scuola di Bobbio, anche loro al di fuori di ogni perimetro normativo, stanno svolgendo un’attività di didattica a distanza alla quale non sono tenuti, se il tutto fosse avvenuto in un contesto formale esisterebbero degli accordi tra amministrazione scolastica e rappresentanze di categoria, tra esse anche la Gilda, ma ciò semplicemente non esiste.
Gli alunni di Ottone sono iscritti a tutti gli effetti in una classe dell’Istituto Omnicomprensivo di Bobbio e se qualche scolaro continua a frequentare quell’edificio senza condividere la normale quotidianità scolastica partecipando ad attività didattiche, ciò non significa che quella è ancor oggi una scuola dello Stato, soprattutto non è vero che esistono docenti formalmente assegnati all’ex plesso di Ottone.
Salvatore Pizzo
Coordinatore Gilda Unams Parma e Piacenza
