Consultazione Piano anticorruzione e trasparenza nelle scuole dell’Emilia Romagna, notificate osservazioni mosse dalla Gilda di Parma e Piacenza

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Nel corso della consultazione avviata dall’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, finalizzata a ricevere “Proposte ed osservazioni per l’aggiornamento del Piano Triennale per la Prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2024/2026 delle Istituzioni Scolastiche Statali della Regione”, la Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, tramite il proprio coordinatore Salvatore Pizzo ha rilevato due pesantissime criticità che già in passato erano state invano segnalate,

la prima: “L’omessa pubblicazione delle graduatorie d’Istituto da parte di numerosi dipendenti che esercitano la mansione di dirigente scolastico di scuole delle province di Parma e Piacenza e l’ulteriore violazione di trasparenza collegata a tale grave mancanza – fa notare il dirigente sindacale – nella quasi totalità dei casi non vengono resi pubblici cognome e nome, punteggio e posizione in graduatoria delle persone assunte, eppure l’assunzione mediante lo scorrimento di una graduatoria di merito per titoli è equivalente, ai fini della trasparenza amministrativa, ad una procedura concorsuale, per tanto andrebbe applicato l’art. 19, co. 1 e 2 del d.lgs. 33/2013” – continua Pizzo – “ciò potrebbe portare a configurare anche il “rifiuto di atti d’ufficio” che è perseguibile ai sensi dell’art. 328 del Codice Penale”;

la seconda: “L’Ufficio scolastico Regionale è stato invitato a vigilare in merito ai conflitti d’interesse di qualche dipendente con qualifica di dirigente scolastico ed evitate i disallineamenti esistenti in caso di dirigenti assegnati a scuole in cui è dipendente come diretto sottoposto il proprio coniuge. Ricorda il coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, il DPR 62/2013 legge vieta espressamente, ripetendolo in più statuizioni, ai dipendenti di astenenersi dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri, ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado, del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero, di soggetti od organizzazioni con cui egli o il coniuge abbia causa pendente o grave inimicizia o rapporti di credito o debito significativi, ovvero di soggetti od organizzazioni di cui sia tutore, curatore, procuratore o agente, ovvero di enti, associazioni anche non riconosciute, comitati, società o stabilimenti di cui sia amministratore o gerente o dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza. Sull’astensione decide il responsabile dell’ufficio di appartenenza”- e ciò riguarda anche gli interessi non patrimoniali”- non a caso continua il coordinatore della Gilda di Parma e Piacenza i dirigenti sono tenuti per legge a “dichiarare se hanno parenti e affini entro il secondo grado, coniuge o convivente che li pongano in contatti frequenti con l’ufficio che dovrà dirigere o che siano coinvolti nelle decisioni o nelle attività inerenti all’ufficio”

Il coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, Salvatore Pizzo, ricorda: “Sono circa 10 anni che continuamente rileviamo criticità nella gestione dei dipendenti che esercitano la mansione di dirigente scolastico nel nostro territorio, ma la politica e quanti di competenza continuano a non vedere e a non sentire”.