Sempre più spesso nel nostro contesto territoriale capita che personalissime opinioni di taluni, vengano percepite come “voce ufficiale” delle migliaia di docenti che operano nelle nostre Scuole Statali. Solitamente l’equivoco si verifica quando a esprimersi è qualche dirigente scolastico, probabilmente perché nel circoscritto ambiente locale talvolta si diventa alquanto noti per il proprio attivismo in sodalizi di zona.
A tal fine vorremmo far presente, specialmente a chi ha ruoli politici nel territorio, che la rappresentatività collettiva del settore per legge spetta alle organizzazioni che per numero di voti conseguiti e adesioni con trattenuta stipendiale raggiungono i parametri previsti.
Tali requisiti sono verificati da un’autorità pubblica (Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), attualmente in Italia sono sei i soggetti titolari della rappresentatività collettiva dei docenti e del restante personale scolastico Statale, tra queste anche la Gilda Unams.
Fatta salva la legittima libertà d’opinione e la necessità di visibilità personale di certuni, precisiamo che qualche sodalizio di stampo localistico e singoli individui non sono titolati a parlare per conto dei docenti tutti delle Scuole Statali. Servono numeri abbastanza alti.
