Prima di Natale il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è stato ospite dei leghisti piacentini per una cena natalizia in quel di Mucinasso, i vertici del partito a cui appartiene il titolare del dicastero che governa la scuola italiana hanno definito l’occasione come un “chiaro segnale di vicinanza al territorio”, chissà se questo significa che finalmente, dopo oltre tre anni di legislatura, la Lega vorrà dare finalmente discontinuità all’andamento della politica scolastica dalle nostre parti. Per adesso nel nostro territorio nulla è cambiato rispetto alla precedente gestione del Pd, un vero spoil system non è mai avvenuto: i dirigenti scolastici continuano ad agire nell’anarchia totale, senza che nessuno gli ricordi che sono dei dipendenti e che sono una minoranza del settore, un anno fa era stato emesso l’interpello per dare una nuova guida all’ufficio che da Bologna li gestisce ma dopo 13 mesi quale sia l’esito e che fine abbia fatto la procedura rimane un mistero, intanto si continua come se un cambio di governo non ci fosse mai stato. Il comparto istruzione e ricerca è il più numeroso della pubblica amministrazione, coinvolge un numero enorme di cittadini elettori, eppure uno degli aspetti chiave del settore, l’organizzazione e la gestione dei dirigenti scolastici che alle migliaia di docenti interessa per avere un migliore e proficuo benessere lavorativo, da queste parti rimane sotto l’influenza di un’area ciellina che fino ad oggi il vertice leghista del Ministero tiene masochisticamente in auge, vista la ricaduta negativa in termini politici e disastrosa in termini gestionali, risultano poco chiari i criteri di assegnazione dei dirigenti alle scuole, manca il rispetto dovuto alle rappresentanze di categoria indipendenti e non politicizzate che della politica sono interlocutrici di parte tecnica e non avversarie. Dopo quanto gli è successo alle regionali i leghisti piacentini e parmensi dovrebbero aver capito che flirtare con l’area ciellina non paga, per indecifrabili accordi romani si accollarono supinamente la candidatura alla presidenza della Regione di una dirigente scolastica di una scuola privata bolognese, dichiarata espressione di quell’area e pure con trascorsi all’Invalsi e alla fine ci hanno rimesso un seggio. Rispetto allo spocchioso porsi di chi c’era prima di loro, agli esponenti della Lega va dato atto che sono sempre disponibili ad avere cortesi interlocuzioni con le rappresentanze indipendenti e non ideologizzate dei docenti ma il tutto finisce lì, per il resto nulla cambia, anzi peggiora.
