In merito alla proposta di creare anche nella città di Piacenza gli istituti comprensivi rispetto alla quale la Gilda degli Insegnanti si affida alle valutazioni che ci forniranno i collegi dei docenti, supremi consessi espressione tecnico professionale delle scuole coinvolte, qualcuno ha riferito che gli Istituti Comprensivi sarebbero un fatto positivo anche perché uno scolaro avrà lo stesso dirigente scolastico da quando inizia la scuola dell’infanzia a quando termina la secondaria di 1° grado (le ex medie), così non è semplicemente perché il mandato di permanenza presso una sede dei dipendenti esercitanti tale mansione dura tre anni, al massimo rinnovabili in un successivo triennio.
Cogliamo l’occasione per sottolineare che nel dibattito relativo agli istituti comprensivi a Piacenza si sta dando eccessivo peso al ruolo di questa tipologia di addetti: l’offerta formativa e le lezioni le fanno i docenti non altri pubblici funzionari addetti a mansioni diverse, che per giunta numericamente sono una risicatissima minoranza. Pur rispettando la libertà di ognuno di esprimere il proprio pensiero, giova tenere presente ai rappresentanti della politica locale che quando un pubblico funzionario interviene ufficialmente su questioni della propria amministrazione di appartenenza, che esorbitano dal proprio incarico, sarebbe tenuto a chiedere l’autorizzazione al proprio capo ufficio, per coloro che sono inquadrati come dirigente scolastico nelle Scuole Statali sarebbe il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, articolazione territoriale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, un’accortezza che immaginiamo che quasi tutti gli interessati avranno avuto…
