Piacenza, organici insufficienti: la politica faccia qualcosa

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manifestazione gildaLa situazione di straordinarietà in cui ci ha gettato la crisi pandemica di quest’ultimo anno ha messo in luce tutti i limiti di un sistema scolastico datato, carente sul piano strumentale, e conservativo dell’ordinarietà perché costretto ad adattarsi a tagli decennali, a mancanza di investimenti, di ricerca, di considerazione politica.

Serve nell’immediato una risposta politica concreta ed efficace che ancora come organizzazioni sindacali non vediamo. Abbiamo bisogno di classi non sovraffollate, di un orientamento autentico e di pluralità di offerta formativa.

Ci aspettavamo da parte del Ministero e del Governo l’avvio di una politica seria in tema di organici, dal momento che sono, se potenziati e se stabilizzati, la chiave del successo dell’intero sistema scolastico. Prendiamo atto che ad una situazione eccezionale e drammatica, il Ministero ha risposto con le armi spuntate dell’ordinarietà.

Denunciamo pertanto che anche per l’anno scolastico 2021-22 gli organici siano stati solo annunciati come confermati.

Infatti, rispetto all’attuale dotazione, l’Emilia Romagna, che per la prima volta vede un lieve calo degli alunni, principalmente nel primo ciclo di istruzione a fronte di un aumento degli alunni nella secondaria di secondo grado, si vede trattata al pari di regioni con cali sostanziali.

Piacenza, insieme a Parma e Rimini registrano un aumento di alunni nel secondo ciclo, rispetto le altre province, ma la sorpresa è comunque una corsposa diminuzione di posti nel secondo grado. Perchè? Quali sono le motivazioni?

Dopo l’incontro di informativa, avvenuto tra l’USP e le organizzazioni sindacali, a ridosso della scadenza della cosidetta “chisura delle funzioni”, prendiamo atto della scelta unilaterale di ulteriori tagli agli organici delle scuole superiori previsti in 27 posti di potenziamento in meno e solo 9 classi in più autorizzate, senza contare che si arriva a questo scenario, sacrificando 10 posti tra scuola dell’infanzia, primaria e del I grado.

Questi numeri, a parere delle organizzazioni sindacali, sono insufficenti.

Stride quanto dichiarato agli organi di stampa sul ridimensionamento degli alunni per classe con quanto comunicato attraversoa l’annuale circolare sugli organici.

Come al solito viene leso il diritto all’istruzione e le classi restano numerosissime anche in presenza di alunni diversamente abili.

Spiace constatare che ogni anno si arrivi senza confronti intermedi, più volti richiesti, alla mera comunicazione delle decisioni assunte che, a parere delle organizzazioni sindacali, quest’anno sono più che mai non condivisibili.

Salvatore Pizzo – Gilda Unams – Gilda degli insegnanti

Giovanni Zavattoni – FLC CGIL

Paola Votto- CISL SCUOLA

Giovanna De Fusco – UIL SCUOLA RUA

Daniela Fuochi – SNALS CONFSAL

Salvatore Pizzo – GILDA degli INSEGNANTI