Quanto siano evanescenti le strutture di partito a Parma lo evidenziano le (non) azioni che la politica parmense ha messo in campo in merito alla questione della soppressione delle scuole serali: i rappresentanti locali della maggioranza di governo non sono stati minimamente considerati da chi a Roma ha preso una specifica decisione relativa al territorio.
Nessuno se li è filati nemmeno di striscio e nemmeno quando sono stati messi al corrente da noi che abbiamo protestato per la soppressione di 20 cattedre, i segretari provinciali delle forze politiche di maggioranza hanno avuto la forza di farsi sentire presso chi di dovere per pretendere maggiore rispetto, forse a Roma nemmeno li conoscono.
L’impotenza di comandare anche quando si è al governo è del tutto evidente, non solo i responsabili parmensi dei partiti di maggioranza hanno dimostrato scarsa incisività, la desolante debolezza affligge anche i parlamentari, quelli eletti in Emilia Romagna fanno parte quasi tutti dell’eterogenea maggioranza di governo, la nostra regione ne ha mandati a Roma una cinquantina, di questi solo quattro o cinque erano candidati in partiti che stanno all’opposizione, il resto dovrebbero “comandare” qualcosa quando si tratta dei loro collegi, ma anche loro non sono stati messi al corrente di fatti che riguardano casa loro.
L’unica surreale reazione arriva da due consiglieri regionali, i quali sono eletti in un ente che non ha nulla a che vedere con gli organici dei docenti della scuola statale (la competenza è del Ministero dell’Istruzione), Matteo Daffadà del Pd e Federico Amico di Er Coraggiosa, insieme hanno rivolto un’interrogazione alla loro stessa maggioranza affinché la giunta faccia pressioni sul Ministero….dove c’è un Ministro sostenuto dallo stesso Pd….Si interrogano tra di loro.
I dirigenti di partito (quelli di maggioranza) ritrovino il loro ruolo: dessero indicazioni precise e puntuali ai tecnici (nominati) che stanno nei palazzi.
Il fatto che i capi dei partiti che dovrebbero “comandare” nella realtà non contano nulla nella politica scolastica nostrana, spiega il perché di molti spazi del settore sono fortemente permeati da una minoranza, quella ciellina.
Salvatore Pizzo
Coordinatore Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza
