Due recenti contratti integrativi regionali (relativi agli anni 20/21 e 21/22) prevedono che i dipendenti con qualifica di dirigente scolastico, in Emilia Romagna, percepiscano tutti una “retribuzione di risultato”:
dicitura ambigua la quale nei fatti si tramuta in una mera elargizione “a pioggia”, ancora una volta si stabilisce per contratto che tutti i dirigenti scolastici sono meritevoli di aver raggiunto un misterioso “risultato”, per questo ognuno di loro merita dei soldi. L’unico elemento che li differenzia è la tipologia di scuola, la somma che incasseranno varia a seconda della fascia di complessità dell’Istituto al quale sono stati assegnati. Prenderanno soldi anche quelli che stressano i docenti con la burocrazia, quelli che pretendono di interpretare a modo loro i contratti collettivi, quelli che dirigono scuole da cui i docenti cercano di andarsene in massa, quelli che spalleggiano certi genitori di studenti maleducati e/o scansafatiche, quelli che fanno perdere contenziosi all’amministrazione, quelli che con i soldi del fondo d’Istituto delegano il loro lavoro a collaboranti di vario genere (pseudo staff ecc.), quelli che scrivono lettere senza nemmeno sapere che per buona creanza si usa concludere con i saluti, quelli che si permettono di alzare la voce….ecc.
Ancora una volta tutti comodi intorno al desco bisogna cambiare!
Testo diffuso ai sensi della legge 300/70
