Il labile confine tra maltrattamenti e contenimento fisico di bambini piccoli non è definito da alcuna norma ma demandato ad interpretazioni talvolta soggettive che, a seconda dei punti di vista, possono incidere pesantemente sulla vita di una persona, come avviene tristemente da circa 6 anni a due nostre colleghe, un tempo assegnate alla scuola “Vittorino da Feltre” e che oggi seppur formalmente titolari nel Quinto Circolo Didattico forniscono la loro competenza al Ministero dell’Istruzione che si avvale della loro opera anche in ambiti superiori rispetto alla scuola primaria, dimostrando una capacità di resilienza non da poco considerando tutto quanto stanno passando da anni loro e le loro famiglie.
Donne forti che nonostante tutto riescono ad essere ancora parte integrante della nostra comunità professionale
I bambini talvolta possono mettersi in pericolo compiendo attività inconsulte, dovute all’”incosapevolezza” tipica dell’età e in taluni casi anche a situazioni di colpa in educando (responsabilità che non è in capo ai docenti), l’estrapolazione di alcuni minuti di filmati dall’intero orario di lavoro di un docente talvolta può far apparire dei “mostri” se si mettono in fila solo piccoli frammenti.
Ci conforta il fatto, almeno stando alle cronache, che nel caso delle nostre colleghe piacentine nessuna persona in possesso di un’abilitazione all’insegnamento sia stata interpellata durante le indagini, sarebbe stato un valido apporto per gli operatori giudiziari che forse avrebbe risparmiato il calvario di un processo, chi non è del mestiere può avere una diversa percezione delle dinamiche scolastiche che, come ovvio che sia, coloro che operano in altri settori avranno vissuto in tempi lontani in veste di studenti.
La scuola “Vittorino da Feltre” anche nei lustri passati, così come oggi, aveva una positiva chiara fama e questo anche grazie al lavoro di chi all’epoca vi operava.
Salvatore Pizzo
Coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza
