I docenti non vigilano all’esterno delle scuole!

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Vorremmo pubblicamente manifestare solidarietà ai nostri colleghi della scuola secondaria di primo grado, frequentata dagli allievi coinvolti nell’episodio delinquenziale avvenuto nei giorni scorsi al di fuori dell’orario scolastico e sulla pubblica via.

Dopo il grave accadimento qualche voce isolata ha rivolto critiche ingenerose anche al corpo scolastico, come se i docenti e gli altri che lavorano nelle scuole avessero responsabilità dei ragazzi anche quando, terminate le ore di lezione, non si trovano più all’interno degli edifici.
Il corpo docente delle Scuole Statali e chiunque in esse opera quando, per la strada, si trova ad essere testimone di episodi di violenza che mettono in pericolo dei minori, come è dovere di tutti i cittadini della Repubblica, interviene come e se può. Relativamente al caso specifico di cui si è avuta notizia nei giorni scorsi è stata proprio una collaboratrice scolastica la prima persona adulta ad intervenire, proprio dopo aver notato che stesse avvenendo qualcosa di anomalo fuori dalla scuola. I docenti (la norma lo statuisce sin dal lontano 1928), ai fini della vigilanza, devono attendere alla fine delle lezioni che i ragazzi siano usciti dall’edificio scolastico e giungere 5 minuti prima che esse inizino. Quanto attiene al possesso di armi da taglio, la minaccia a mano armata e ad altre fattispecie di questo tipo, quando i fatti non avvengono a scuola, la competenza è dell’Autorità giudiziaria e non di quella scolastica e quando i responsabili sono dei minori, specie se infraquattordicenni, le relative azioni devono essere agite, eventualmente, nei confronti di chi esercita la potestà genitoriale.
I docenti più che vigilare dove possono (e dove devono) poco altro possono fare, al massimo possono scegliere di potenziare le lezioni di educazione civica che già ordinariamente svolgono.

Salvatore Pizzo

Coordinatore Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma