
L’ufficio scolastico (a Parma), su indicazione di un soggetto collocato in quel di Bologna, pretende (pretendeva) di non renderci disponibili gli esiti elettorali locali relativi al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione. Un fatto grave sotto il profilo politico che non rispetta nemmeno la soglia minima di buona creanza per i corpi rappresentativi, una mancanza che non siamo disposti a tollerare da parte di burocrati NON ELETTI e non lasceremo correre (salvo eventuali chiarimenti che auspichiamo), questo episodio è solo l’ultimo di una lunga serie ma esso è la goccia che ha fatto traboccare il vaso:
tutte le camarille che incrostano la politica scolastica del territorio si ficchino nella testa che i corpi rappresentativi sono per votazione composti da due elementi: a) i partiti votati b) le associazioni sindacali votate dai dipendenti, chi pensa di determinare senza candidarsi nemmeno a capo scala di condominio in un modo o nell’altro deve essere ricondotto al suo posto.
Molti esponenti decentrati forse hanno qualche disagio con l’avvenuto cambio di maggioranza politica nazionale e ci spingono, con il loro atteggiamento locale, a prendercela con il Ministero e con la parte politica che lo gestisce (Lega e Fdi) essa certamente merita le contestazioni che gli sono dovute ma non quelle procurate da certi travet di periferia operanti, per quel che ci riguarda, tra Bologna – Parma – Piacenza.
La Gilda non ha debiti di riconoscenza con nessuno e per noi la questione non finisce qui, i travet se vogliono comandare mettano i loro candidati, dicano quali sono e li facciano eleggere!
